Ischia – Villaggio contadino di Piano Liguori

tra cantine e vigneti sul mare sino al borgo più sconosciuto dell’isola

punta San Pancrazio - Ischia

Punto di incontro: Piazza di Campagnano (Linee autobus da Porto d’Ischia n.8, C12, C13)

Durata: 4 h circa

Difficoltà: E (passa qui col mouse)

Dislivello in salita: circa 230 m

Dislivello in discesa: circa 230 m

Quota massima: circa 390 m

Sviluppo del percorso: circa 6 km

Partenza: Campagnano

Arrivo: Campagnano

Percorso: Campagnano, Piano Liguori, Monte Vezzi, Scarrupata di Barano, Piano Liguori, Campagnano

Il versante sudorientale dell’isola, il più antico da un punto da vista geologico, è forse quello meno conosciuto e frequentato dell’isola. Il percorso inizia costeggiando la splendida Baia di Cartaromana sul fondo della quale sono ancora visibili i resti di “Aenaria”, l’insediamento sommerso di epoca romana.

Proseguiamo per un agile sentiero che costeggia diverse forre e gole nelle quali confluiscono ripidissimi terrazzamenti coltivati a vite, sostenuti da muretti a secco di nera lava locale (le “parracine”): un paesaggio artificiale creato da eroici contadini in centinaia di anni. 

Continuiamo tra la macchia mediterranea ed un castagneto che conduce sul Monte Vezzi, un duomo vulcanico alto 392 m.

Proseguiamo fino ad arrivare al villaggio contadino di Piano Liguori, là dove il tempo  pare essersi fermato agli inizi del ‘900 e godiamo del panorama su Punta San Pancrazio (156 m. slm) con la caratteristica chiesetta a strapiombo sul mare.

Scendendo dalla cima arriviamo alla “Scarrupata di Barano”, un’alta falesia a picco sul mare le cui pareti mostrano interessanti e chiari esempi di materiali vulcanici stratificati (tufo, pomici, lapilli, ceneri bianche, roccia trachitica) e da cui si può godere uno degli scorci più belli e incontaminati dell’”Isola Verde”. In questo versante è possibile ammirare una delle poche colonie del sud italia di Gabbiano Corso (Larus audouinii), specie che, solitamente, è possibile rinvenire lungo le coste di Spagna, Corsica e Sardegna. 

Durante il tragitto si incontrano diverse cantine scavate nella roccia ed è inoltre possibile fermarsi in una vecchia trattoria sita su uno dei tanti terrazzamenti della zona che guardano lo splendido scenario del mare aperto e che incontra le altre isole del Golfo (Procida, Vivara e Capri) e la Costiera Amalfitana.

Completiamo il percorso con il rientro a Campagnano.

Il susseguirisi di vedute mozzafiato del golfo di Napoli, campagne terrazzate coltivate a vite e ad alberi da frutta ed il silenzio assoluto interrotto solo dal cinguettìo degli uccelli offrono un’esperienza che lascia spazio alla mente ed all’anima di riequilibrasi con il corpo.

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Il sentiero dell’anima…

 

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