Ischia Ponte – “Vents” del Castello Aragonese

ai piedi dell’antico castello, tra praterie di Posidonia oceanica ed emissioni gassose.

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Grazie alle sue peculiarità, il sito subacqueo di Ischia Ponte è stato scelto dai biologi marini di tutto il Mondo come campo di valutazione degli effetti dell’acidificazione dei mari sulle comunità di organismi marini. Difatti,  a causa della natura vulcanica di Ischia, nel sito sono presenti emissioni di biossido di carbonio (“vents” di CO2), gas che a contatto con l’acqua ne altera il pH aumentandone l’acidità. La CO2 è anche uno dei gas responsabili del cosiddetto “Effetto Serra” e della conseguente acidificazione dei mari ed è per questo che in tale sito possono essere condotti studi in campo simulando le condizioni estreme che potranno essere raggiunte in futuro con l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera terrestre e nei mari. Le ricerche effettuate in questo sito sono di tale importanza che hanno guadagnato pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche mondiali, come “Nature” e “Chemical & Engineering News” e servizi giornalistici da parte di numerose testate internazionali, come “The Sunday Times“, “Le Figaro“, la BBC o il National Geographic.

Uno spettacolo affascinante ed unico si presenta agli occhi dell’escursionista: milioni di bolle che salgono in superficie rendono quest’ambiente un posto incantato, che riesce a destare meraviglia in adulti e bambini.

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Sarà possibile vedere spettacolari paesaggi sottomarini, con banchi di salpe, pesci erbivori, in continua alimentazione sulla estesa e rigogliosa prateria di Posidonia oceanica, la più importante pianta sottomarina del Mediterraneo, che circonda con le sue praterie l’intera isola e che ad Ischia Ponte si trova a meno di un metro di profondità dalla superficie del mare. Le praterie di questa pianta rappresentano delle vere e proprie foreste sottomarine, in cui la biodiversità raggiunge il suo apice.

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Oltre a varie specie di pesci, potremo vedere molluschi bivalvi come la Pinna nobilis, le cui fibre venivano usate in antichità per la realizzazione di tessuti, molluschi cefalopodi come polpi e seppie, echinodermi come ricci di mare e stelle marine. Sugli scogli sono presenti alcuni esemplari di Madrepora a Cuscino (Cladocora caespitosa), organismo biocostruttore di barriere coralline. Negli ultimi anni la zona è frequentata nel periodo estivo da giovani esemplari di Barracuda, probabilmente Barracuda Mediterraneo (Sphyraena viridensis).

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Un’escursione come poche al mondo

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